Mondo femminile

Diario di una che ama i contrasti

By 15 Settembre 201520 Comments

Il grigio io me lo vedo, poveretto.
Sotto la pioggia, che non sta né a destra né a sinistra, ma in mezzo alla strada, con il rischio che passi una macchina e se lo porti via. E ben gli sta, a quel grigio maledetto, che mai prende una decisione, sempre cauto, pacato, silenzioso.
E a casa mia mica lo faccio entrare, perché a me il grigio fa schifo.

Sono una da tutto e subito, non amo aspettare perché ho un sacco di cose da fare e aspettare è per chi ha tempo ed io devo vivere, vivere ora, mica tra 10 anni, ora.

Sono una che piange poco da sola e mai davanti agli altri, perché le mie maschere sono state costruite dopo anni e anni di messinscene, di teatri affollati e di teatri vuoti e a quelle maschere ci tengo un casino. Abbassarle significa che qualcuno possa vedermi e non sono pronta per una simile responsabilità. Quindi beccatevi guance asciutte e sorrisi sgargianti e sappiate che questi sorrisi mica mi costano fatica, ché io felice cerco di esserlo sempre.

Sono una che desidera la passione in continuazione. E sta cosa un po’ mi frega, perché vuoi mettere la comodità di un divano, il calore di una coperta e un bella serie tv? Mica sono cose che fanno rima con autoreggenti mani impazzite fiato sul collo saliva pelle e respiri. E allora, non potendo deludere la mia natura che mi vuole estrema, d’inverno le camicie da notte di seta le ripongo nel cassetto con la scusa che tanto c’ho freddo e d’estate indosso solo quelle.

Sono una che a 20 anni voleva il grande amore e si buttava. Fisicamente, mentalmente, doppio salto carpiato, e fotte se l’acqua era bassa, fotte se mi spaccavo la testa a metà, fotte se i lividi mi ricoprivano il corpo. Stavo a casa per un po’ a leccarmi le ferite e poi di nuovo su quel trampolino, un po’ più alto sta volta che da lassù qualcuno vedrà lo sforzo e mi premierà.
E non c’era mai un cazzo di nessuno mai a premiarmi.
E così a 24 anni il grande salto è stato solo un saltino, di quelli che fai a piedi uniti per superare un muretto di 5 centimetri. Con quel modo di essere prudenti perché anche basta cadere, che male cadere, sono stancai di cadere, cadi tu.
A 26  anni non saltavo più, ma camminavo. Ed ho camminato talmente tanto da poter attraversare un continente. Passo lento. Schiena piegata. Ma non piangevo mai.

Sono una che beve poco, ma quando beve si stordisce. Non c’ha senso un bicchiere di vino dopo cena, perché il vino mi piace assai e se devo rimanere insoddisfatta, piuttosto non lo apro. Poi una sera vengono le amiche a casa e allora ci si scola tutta quella bottiglia e tutte le altre in dispensa.
Ci si dimentica che abbiamo 30 anni e l’alcol non lo digeriamo più e ci dimentichiamo pure che nonostante i 30 anni, non abbiamo ancora i soldi per comprarci del vino buono sul serio, quindi il giorno dopo stiamo sempre dimmerda.
E lo stesso vale con il cibo, sono ingorda io. Ligia ligia, sempre a dieta e poi uno zucchero raffinato mi frega, e allora mando in vacca la giornata e mi mangio pure la gomma da cancellare.
Ma sono ingorda solo con i piaceri. I dispiaceri li centellino e li dimentico, o meglio faccio finta di dimenticarli e pazienza se di notte mi vengono a trovare e non mi fanno dormire.

Sono una che non fa l’amore. Neanche quando amo. Perché le coccole dolci, le paroline, mi annoiano. Sono più una che andrebbe bene per una botta e via, visto l’entusiasmo.

Sono una che vuole le parole importanti subito, le dichiarazioni, le scenate, le intenzioni ben palesate, e lo so che non va bene, che i maschi c’hanno i tempi loro, che poi si spaventano, ma io devo pensare alla mia psicologia, non ho tempo per quella degli altri. Non ho tempo per le psicologie fragili.

Sono una che ha ricominciato mille volte, ho viaggiato, cambiato casa, numero di telefono, amici, fidanzati e ogni volta era più bello, ogni volta era sempre di più e ho capito che non esiste un limite massimo al di più.
Che si può essere felici sempre un po’ di più ed entusiasti sempre un po’ di più, perché per quelle come me, che mai si accontentano, i limiti sono solo puntini messi là da qualche uomo pigro. E a noi la pigrizia non piace per un cazzo.

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