Oggi mi sento Martha Stewart.
Anche se le mie forme ricordano più la Clerici de noantri.
Quindi ragazze.
Nella pirofila mescoliamo un condom, un pizzico di coraggio, un ragazzo che si presenti bene, della lingerie da urlo e una preghiera che lui sappia dove mettere le mani, che non si sa mai.
Uniamo il tutto.

A Padova, città che mi ha generosamente dato i natali, la situazione è la seguente.
Incontri uno. Che in realtà incontrare è una parola grossa. Tu già lo conoscevi. Dall’infanzia circa.
A Padova i rapporti si consolidano all’asilo, e tu, già agli albori del tuo cinismo puerile, saprai ogni cazzo personale di qualsiasi umano abiti a meno di 30 chilometri da te, ancor prima di averci bevuto un caffè.
Dicevamo. Conosci uno. Che a sua volta conosce tutta la tua cerchia di amici e familiari.
Per questo motivo la facciata delle padovane è degna della piramide di Cheope.
Impeccabili nei modi e nell’abbigliamento, si presentano tutte come vagine irreprensibili.
La reputazione in questa città è fondamentale.
Perché se per caso ti sogni di dire ad alta voce che fare sesso occasionale in realtà è una figata, e che forse nel 2018 si potrebbe anche essere un pelo open-minded, arriverà una vergine magra e vestita da dio, che ti inchioderà alla fronte una lettera scarlatta. Glitterata però, che fa sempre modernità. Una P di Prostituta. Ma anche di Procace, Provocante, Puttana, insomma.

Quindi io sono qui, in nome di tutte le donne promiscue dei piccoli borghi, a dire che il sesso casuale, è la prima meraviglia del mondo moderno.
Siamo donne d’istinto e di pancia. Quelle che ragionano sempre dopo, ma si proteggono sempre.
Quelle che odiano i moralismi e le sovrastrutture.
Perché se vi piace uno e aspettate 3 mesi prima di andarci a letto, e poi il sesso fa cagare, come la mettiamo? A noi non capita mai. Perché in 3 mesi siamo in grado di cambiare lavoro, traslocare, e iniziare la seconda relazione amorosa.

Perché amiche, non so voi, ma io mi sarei stufata delle donne etichettate come carne al macello solo perché decidono che il corpo è loro e ne fanno quello che vogliono. Vi fa schifo una che la pensa così? Problema vostro. Non sarete mai così? Nessuno ve lo chiede. Ma il fatto di sentirvi moralmente più angeliche, non significa giudicare le altre. Non significa essere migliori.  

E poi:
1. Se una donna è consapevole che il suo corpo dà delle soddisfazioni,  ha ragione.
2. Se una donna ama il suo corpo, ha ragione. 
3. Se una donna vuole usare il suo corpo come più la aggrada,  ha ragione.
4. Se una donna gioca con il suo corpo, ha ragione. 
5. La masturbazione è cosa assai sana, e  a praticarla fa bene e ha ragione.
6. Se una donna sa cosa le piace, e decide di comunicarlo, ha ragione. 
7. Se una donna parla di sesso apertamente, perché i suoi taboo si sono esauriti verso i 9 anni, ha ragione.
8. Se una donna pretende di essere trattata come vuole lei, ha ragione.
9. Se una donna ha una vita sessuale decente,  ha ragione.
10. Se una donna ha delle fantasie diverse da fare la spesa il sabato, ha ragione.

 
Sia chiaro. Non voglio fare una guerra a tutte le vagi-psicoromantiche-incercadell’amoreassoluto-controlapromiscuita-women presenti nella mia città e sul web. Ma io sono per il sesso 2.0. Condivisibile.

Quello di cui si parla, e si ride un casino.

Perché se noi donne abbiamo già mille paturnie innate, e gratuite – la cellulite, che no, non è una malattia, capelli poco luminosi come quelli di Elisa di Rivombrosa, peli superflui da grizzly anziano, sottoculo pronunciato come una tasca dei jeans, ernie da sollevamento di piselli e pisellini -, ci manca solo essere in paranoia per il sesso.
Che se fatto in maniera sicura è l’apoteosi della felicità.
Divertente.
Rilassante.
Ci fa bene all’umore.
Ci rende meno spacca cazzi.
Fa sì che la nostra pelle sia più luminosa.
Eliminare tossine marce.
È sano.
Sano, signore e signori.
Innocuo.
Invogliante come una tortino al coccolato con il cuore morbido.

Fatemi salire su questo cazzo di pulpito per dire alle donne di essere leggere.
Che nella vita occorre divertirsi, senza mai perdere la stima di sé stesse. E vi garantisco che il sesso, fatto con la testa, se protetto, se desiderato, non solo non vi farà vergognare di voi stesse, ma vi aumenterà l’ego a dismisura. Che sono le gabbie a rendere infelici, non la libertà.

Fatemi salire su questo cazzo di pulpito per dire agli uomini che non sono degli allevatori in cerca della mucca meno sfruttata. Che le donne non sono animali da riproduzione.
Che la donna che se la gode vi piace un casino. E che se questa donna è vostra madre, vostra moglie o vostra figlia, dovete solo andarne fieri.
Smettetela con questa schifosa e sessista distinzione tra donna da sposare e donna da scopare.
Perché se vi sposate con una che non vi dà quel brivido lungo la schiena, resisterete per 2 coiti e poi cercherete di meglio. E farete danni. A voi stessi, alla vostra donna e alla coppia.

Possiamo dire che avere una donna che vi scalda il letto in maniera provocante, che indossa ancora le autoreggenti al terzo anno di fidanzamento, che si spoglia con la luce accesa per farvi piacere, che non ha paura di concedersi al di fuori del letto, può essere benissimo anche una provetta cuoca, una madre meravigliosa, e la nuora ideale?
Yes, of course.
Che deve finire questo cazzo di moralismo per cui una brava ragazza indossa le gonne fin sotto il ginocchio. Perché tanto sappiamo che poi vi girate a guardare quelle in minigonna.
E allora tanto vale che la ragazza in minigonna sia la vostra ragazza.

Che non si vergogna di sé stessa e del proprio corpo. Anche se imperfetto. Anche se è stato usato.
Siamo donne.
Non perdiamo valore con il passare degli anni, né con l’aumentare dei partner. Non siamo automobili.
Noi il valore lo acquisiamo con il tempo e con la consapevolezza che abbiamo verso noi stesse.
Consapevolezza che aumenta con la pratica, con l’esperienza e con la realizzazione di ciò che vogliamo fare.
Nel rispetto della nostra persona e dei nostri limiti.

15 Comments

Leave a Reply